08/05/2026
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ATP Roma 2026: Tênis é uma Corrida

Luciano Darderi, numero 20 del mondo, si prepara per gli Internazionali d’Italia di Roma. Il tennista italiano, cresciuto nel circolo che oggi è il Villa York Sporting Club, è tornato nel luogo che considera casa. Prima di un allenamento, Darderi ha salutato soci e amici che lo hanno visto crescere, mostrando un legame profondo con l’ambiente. Con la madre Johanna, che gestisce il bar, ha parlato in spagnolo, creando un momento di intimità. Il padre Gino e il fratello Vito, tennista classe 2008, erano presenti. Durante l’allenamento con Emiliano Privato, i colpi potenti di Darderi hanno attirato l’attenzione.

Darderi, che ha ricevuto un bye al primo turno del torneo, affronterà al secondo il vincente tra Hubert Hurkacz e Yannick Hanfmann. In un’intervista, ha commentato l’abbinamento: “Troverò il vincente tra Hurkacz e Hanfmann. Contro il polacco ho perso a Monte Carlo, ma sono pronto a lottare e divertirmi. Questa è la settimana più bella dell’anno, con la gente, la famiglia e il tifo”.

Giocare a Roma, per lui, ha un significato speciale. “Da piccolo venivo a vedere il torneo. Vivo qui da anni e sento un effetto speciale. Ci sono amici sugli spalti e un po’ di pressione, come per tutti gli italiani con aspettative alte. Scenderò in campo da numero 20 del mondo e numero quattro in Italia. Le aspettative esistono, ma avere altri italiani forti aiuta a dividere la pressione”. Darderi ha ricordato le partite del 2024, quando perse con Zverev, poi vincitore del torneo, e le vittorie contro Navone e Shapovalov. “Quando ho giocato con avversari del mio livello, ho sempre vinto. Questo mi dà tranquillità”.

Sul futuro, Darderi è ambizioso. “Il ranking è un numero. Lavoro per andare avanti e penso di poter raggiungere la Top 10. Tempo fa non pensavo di arrivare in top 20, ora sento l’obiettivo vicino. Le posizioni più vicine alla vetta sono le più difficili, ma è una sfida che affronto”.

Dopo settimane complesse, Darderi si dice vicino a un grande salto. “A Madrid ho perso con Cerundolo, ma sono contento del livello delle mie prestazioni. Devo rimanere tranquillo”. Per gestire gli impegni, ha cambiato strategia. “Quest’anno ho saltato tornei Challenger tra i 1000. Non ho giocato tra Indian Wells e Miami, né a Cagliari. Riposare fisicamente e mentalmente è fondamentale. A volte ci si infortuna per la mancanza di riposo”.

In vista dei tornei di Bastad e Umago, dove difende vittorie, Darderi evita di pensare ai punti. “Non penso a difendere, ma ai punti che non ho fatto l’anno scorso. Se i top 10 ragionassero così, non giocherebbero. È una race: si parte a gennaio e si cerca di fare il meglio. Ora ho quasi 900 punti, contro i 350 dello scorso anno. Essere testa di serie nei 1000 aiuta. Ragiono torneo per torneo, senza nervosismo”.

Sulla questione delle superfici sempre più simili, Darderi, nel circuito da tre anni, osserva: “Da quello che sento, gli Slam hanno superfici simili. Ma nei tornei 250 ci sono condizioni particolari, come a Auckland con cemento lento o a Brisbane con la palla più veloce”.

A completare il quadro, il podcast di tennis di UltimoUomo, “Quiet Please”, tratterà degli Internazionali d’Italia, con approfondimenti disponibili su YouTube e piattaforme podcast.

Sobre o autor: Redação DDBNews

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